Le proprietà del pepe

Le proprietà del pepe
Quali sono le proprietà del pepe?

Il pepe è prodotto da una pianta appartenente alla famiglia delle Piperaceae, originaria dell’India, i cui frutti sono delle piccole bacche che a seconda del grado di maturazione e del metodo di lavorazione danno le diverse varietà, conosciute come pepe nero, bianco, verde, rosso.

Al contrario di quel che si possa pensare, oltre che arricchire il sapore di molte pietanze, il pepe ha anche delle importanti proprietà nutrizionali, è infatti una buona fonte di minerali, quali manganese, rame, ferro ed anche vitamina K.

L’ingestione del pepe determina un aumento della secrezione di acido cloridrico a livello dello stomaco, facilitando i processi digestivi e riducendo la formazione di gas intestinali. Ha inoltre proprietà diuretiche, cioè contribuisce all’eliminazione dei liquidi attraverso le urine.

Il sapore pungente del pepe è dovuto alla piperina in esso contenuto, che secondo uno studio coreano del 2012 [1] sarebbe in grado di inibire la maturazione degli adipociti (le cellule del tessuto adiposo) in vitro e potrebbe quindi contrastare la formazione del tessuto adiposo.

La medicina tradizionale indiana riconosce inoltre al pepe proprietà antinfiammatorie ed antisettiche. Il suo uso è tuttavia controindicato nei casi di gastrite, reflusso gastro-esofageo ed emorroidi poiché ha effetto irritante sulla mucosa gastrica.

E’ consigliabile acquistare il pepe in grani e macinarlo al momento dell’uso in modo che non perda il suo aroma e oltre che per arricchire piatti a base di carne, il pepe può essere usato per preparare un ottimo condimento per le insalate: olio extravergine d’oliva, succo di limone, sale e pepe nero.

[1] Park U.-H., Jeong H.-S., Jo E.-Y., Park T., Yoon S.K., Kim E.-J., Jeong J.-C., Um S.-J. Piperine, a Component of Black Pepper, Inhibits Adipogenesis by Antagonizing PPARγ Activity in 3T3-L1 Cells. J. Agric. Food Chem. (2012) 60, 3853–3860.

La zucca

La zucca

Siamo in ottobre inoltrato e nei mercati compare la zucca, che sfoggia allegre sfumature di colore che vanno dal verde all’arancio intenso e numerose e talvolta stravaganti forme. Originarie del Centro America, le zucche furono i primi vegetali ad essere esportati dal nuovo mondo insieme alle patate e ai pomodori. Si tratta di un ortaggio molto versatile: si adatta a diverse preparazioni che vanno dall’antipasto al dessert, passando per molti primi e secondi piatti.

La prima, importante, proprietà nutrizionale della zucca è il suo contenuto in antiossidanti, come il beta-carotene, che protegge il sistema circolatorio, rallenta l’invecchiamento cellulare e svolge attività antinfiammatoria. Essa inoltre contiene vitamine (in particolare E, ma anche A e C), sali minerali e pectine, fibre solubili importanti nei processi digestivi e nelle funzioni intestinali. Ha proprietà diuretiche, per cui può aiutare a combattere i fenomeni di ritenzione idrica.

In particolare i semi di zucca costituiscono una significativa fonte di zinco e hanno effetti antimicrobici grazie ai lignani, composti fenolici che aiutano le piante a difendersi dai microorganismi. I semi di zucca sono infatti tradizionalmente utilizzati per combattere le infezioni intestinali.

La zucca vanta proprietà ipoglicemizzanti. Uno studio del 2001 effettuato da un gruppo di ricercatori messicani, mostra come il trattamento con estratti di semi e polpa di zucca sia in grado di ridurre i livelli di glucosio in pazienti affetti da diabete di tipo 2 [1].

Oltre a ciò, la zucca è da apprezzare per il basso contenuto calorico (18 kcal per 100 grammi) e l’alto contenuto in acqua (quasi il 95%) che ne fanno alimento particolarmente amato da chi vuole perdere peso mantenendo un senso di sazietà ed evitando la monotonia, potendo prepararla in tante fantasiose ricette.

Infine meritano un cenno anche le proprietà cosmetiche della zucca, la cui polpa può essere utilizzata come maschera per viso per ottenere un effetto idratante e lenitivo.

[1] Acosta-Patino J.L., Jimenez-Balderas E., Juarez-Oropeza M.A., Diaz-Zagoya J.C. Hypoglycemic action of Cucurbita ficifolia on Type 2 diabetic patients with moderately high blood glucose levels. J. Ethnopharmacol. (2001) 77, 99-101.

Le fragole

Le fragole

L’arrivo delle fragole annuncia finalmente l’inizio della primavera e colora di rosso le nostre tavole.

La fragola è probabilmente il frutto più amato, grazie al suo sapore dolce e al suo intenso profumo. Le sue proprietà estetiche si accompagnano a notevoli effetti salutari, infatti la fragola ha un alto potere antiossidante e antinfiammatorio grazie al suo contenuto in antocianine e flavonoidi e la combinazione di queste sostanze le conferisce proprietà benefiche per l’apparato cardio-circolatorio.

Le fragole contengono ben 54 mg di vitamina C per 100 g, il che le rende uno dei frutti con il più alto contenuto di questa vitamina ad alto potere antiossidante. Inoltre sono un’ottima fonte di manganese, cofattore di enzimi chiave per la regolazione di reazioni antiossidanti.

E’ stato dimostrato [1] che le fragole sono in grado di ridurre i livelli di colesterolo totale ed LDL (colesterolo cattivo) circolanti e di ridurre l’attività dell’enzima convertitore dell’angiotensina-I (ACE), la cui iperattività aumenta il rischio di ipertensione.

Recentemente oggetto di studio [2] è stata la capacità delle fragole di ridurre la glicemia: sembra che un particolare tipo di polifenoli presenti in questo frutto, l’ellagitannino, giochi un ruolo importante nella regolazione della glicemia, probabilmente inibendo l’attività dell’enzima alfa-amilasi, che è responsabile della scissione dell’amilosio in zuccheri semplici, per cui quando l’attività di tale enzima è ridotta, vengono rilasciati meno zuccheri nel sangue.

Il potere anti-cancro delle fragole è stato a lungo studiato e lo è tuttora [3, 4]. Tale capacità risiede nell’azione dei fitonutrienti in esse contenuti che da una parte rafforzano l’attività di enzimi antiossidanti e dall’altra indeboliscono l’azione di enzimi implicati in reazioni infiammatorie.

Le fragole hanno anche un buon contenuto di vitamina E, K e soprattutto di acido folico. Da sottolineare poi il basso apporto calorico che forniscono (meno di 40 kcal per 100 g) e l’alto contenuto di fibre. Per questi motivi e per le loro caratteristiche organolettiche le fragole si prestano ad essere consumate in vari momenti della giornata come spuntino oppure per concludere un pasto leggero, magari accompagnate da una pallina di gelato o da un vasetto di yogurt, ma sempre fresche, poiché la cottura inattiva i loro numerosi nutrienti.

[1] Burton-Freeman B., Linares A., Hyson D. et al. Strawberry Modulates LDL Oxidation and Postprandial Lipemia in Response to High-Fat Meal in Overweight Hyperlipidemic Men and Women. J. Am. Coll. Nutr. (2010) 29, 46-54.

[2] Pinto Mda S., de Carvalho J.E., Lajolo F.M., et al. Evaluation of antiproliferative, anti-type 2 diabetes, and antihypertension potentials of ellagitannins from strawberries (Fragaria × ananassa Duch.) using in vitro models. J. Med. Food. (2010) 13, 1027-35.

[3] Wedge D.E., Meepagala K.M., Magee J.B. et al. Anticarcinogenic Activity of Strawberry, Blueberry, and Raspberry Extracts to Breast and Cervical Cancer Cells. J. Med. Food. (2004) 4, 49-51.

[4] Stoner G.D., Chen T., Kresty L.A. et al. Protection Against Esophageal Cancer in Rodents With Lyophilized Berries: Potential Mechanisms. Nutr. Cancer. (2006) 54, 33-46.

I finocchi

I finocchi

Fra la verdura di stagione non poteva mancare il finocchio, ortaggio dalle innumerevoli proprietà. Si tratta di una coltivazione tipica dell’area mediterranea, originaria dell’Asia Minore. E’ tuttora possibile, nelle campagne del centro e del sud Italia, trovare piante di finocchio selvatico, riconoscibili in estate grazie ai loro fiori gialli a forma di ombrello che danno il nome alla famiglia a cui appartengono, le Ombrellifere, di cui fanno parte anche carote, sedano, prezzemolo, coriandolo, aneto.

Chi segue un regime alimentare ipocalorico sa bene che il finocchio è un grande alleato nel mantenimento della forma fisica: esso fornisce infatti 9 kcal per 100 g e contiene il 93% di acqua.

Gli effetti benefici sull’organismo sono dovuti soprattutto alle sue proprietà antiossidanti, esso infatti contiene flavonoidi quali quercitina, rutina e kempferolo che insieme alla vitamina C, anch’essa abbondante nei finocchi, esercitano azione antinfiammatoria e protettiva andando a neutralizzare i radicali liberi. Studi condotti su composti fitochimici da Aggarwal e Shishodia del Dipartimento di Bioimmunoterapia dell’Università del Texas dimostrano che un composto presente nel finocchio, chiamato anetolo, conferisce all’ortaggio proprietà antitumorali, infatti, questo agirebbe attraverso la soppressione del fattore NF-KB, alla base di processi infiammatori tipici del cancro, l’aterosclerosi, il diabete, e vari altri.

Il notevole contenuto in fibre fa sì che il finocchio abbia effetti positivi sul colon e sull’apparato cardiovascolare, andando ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Fra i sali minerali è particolarmente abbondante il potassio, importante per l’equilibrio idrico dell’organismo insieme al sodio e anche per il corretto funzionamento del sistema cardiovascolare, muscolare e nervoso.

Al finocchio sono attribuite proprietà galattogoghe, ossia sarebbe in grado di stimolare la produzione di latte nelle neo mamme, ma in realtà tale effetto non è mai stato dimostrato. Nonostante ciò il finocchio rimane comunque un valido alimento durante l’allattamento, proprio in virtù delle caratteristiche appena esposte. Esso inoltre calma gli spasmi addominali ed evita la formazione di gas, per questo motivo è da sempre consigliato fin dalla primissima infanzia in forma di infusi. Studi recenti però dimostrano che grandi quantità di tisane o infusi a base di semi di finocchio potrebbero rivelarsi tossiche a causa della presenza di estragolo che agirebbe da agente cancerogeno, pertanto la loro somministrazione non è consigliata ai neonati, sebbene altri studi dimostrino che la tossicità di tale componente sia controbilanciata dai numerosi antiossidanti presenti nei semi che avrebbero invece un ruolo protettivo.

Le arance

Le arance

E’ febbraio e nei nostri mercati si trovano a prezzi modici tante varietà di arance. Originaria della Cina e del Giappone, la coltivazione dell’arancia è ormai diffusa nel nostro soleggiato Paese. Si tratta di un frutto prezioso per i diversi utilizzi a cui si presta, non solo nel campo alimentare, infatti è ampiamente utilizzato nell’industria cosmetica, per realizzare bagnoschiuma, creme e shampoo e dai suoi olii essenziali si ricavano gradevoli profumazioni per il corpo.

Sicuramente, però, le proprietà delle arance si apprezzano molto di più in cucina, se mangiate fresche, a spicchi per un salutare spuntino, o anche spremute o in mille diverse preparazioni di secondi piatti e contorni.

Vediamo più in dettaglio le proprietà nutrizionali: l’arancia fornisce 34 kcal per 100 g, si può pertanto considerare un frutto ipocalorico e contiene circa l’87% di acqua. Inoltre 100 g di arance contengono 8 g di carboidrati, 0.7 g di proteine, 1.6 g di fibre e pochissimi lipidi (0.2 g). Sono ricchissime di vitamine, in particolare la A e la C, che oltre ad avere effetti antiinfiammatori, è importante per il nostro sistema immunitario e l’acido folico (vitamina B9), particolarmente utile alle donne in età fertile. Contengono inoltre sali minerali, in particolare potassio che ha effetto drenante, fosforo e calcio, importanti costituenti delle nostre ossa.

Le arance sono inoltre ricche di polifenoli, in particolare esperitina e naringenina, che agiscono da antiinfiammatori ed esercitano azione protettiva sui capillari sanguigni, mantenendone l’integrità. Non dimentichiamo che le arance sono un’ottima fonte di acido citrico, utile nella prevenzione di cistiti e prostatiti e di calcoli renali dovuti ad eccesso di acido urico poiché contribuisce ad aumentare il pH delle urine. Costituiscono un rimedio naturale contro la stitichezza, infatti la parte bianca che riveste la buccia, chiamata albedo, è ricca di fibre che sono utilissime per il benessere del nostro intestino. Si tratta in gran parte di fibre solubili, le pectine, che oltre ad avere effetti protettivi sulla mucosa del colon, contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo), pertanto sono utili anche nella prevenzione delle patologie cardiovascolari.