Gli effetti della carenza di fibre

Gli effetti della carenza di fibre

Recentemente una review di Michael R. Lyon e Veronica Kacinik [1] ha illustrato come la carenza di fibre nella dieta possa avere effetti deleteri sulla nostra salute.

PUBBLICITA'

Studi sperimentali ed epidemiologici, condotti nel corso degli anni, dimostrano una significativa associazione fra la mancanza di fibre nella dieta e l’insorgenza di malattie cardiache, aterosclerosi, diabete di tipo 2, obesità, insulino resistenza, ipertensione, dislipidemie, disordini gastrointestinali, cancro del colon [2]. Inoltre è noto che le fibre hanno un impatto diretto sulla velocità della digestione e sul senso di sazietà e pertanto hanno importanti effetti sul controllo del sovrappeso e dell’obesità.

Alcuni tipi di fibre possono diminuire la risposta glicemica agli alimenti, abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, promuovere la regolarità intestinale, influenzare positivamente la microflora del colon, sequestrare ed eliminare composti tossici o cancerogeni introdotti con la dieta. Le fibre, infatti, influenzano il volume e la viscosità del cibo nello stomaco, determinando così un senso di sazietà che si traduce naturalmente in una diminuzione dell’introito calorico.

Una caratteristica delle fibre è la viscosità, che determina la riduzione della risposta glicemica post-prandiale, promuove la sazietà, diminuisce i livelli di colesterolo e acidi urici nel sangue [3, 4]. Vediamo come: le fibre viscose aumentando il tempo di transito del cibo nell’intestino, abbassano la velocità di digestione e assorbimento ed il conseguente prolungamento dell’esposizione della mucosa enterica ai macronutrienti così ottenuto aumenta la liberazione di peptidi anoressizzanti, ossia di quelle sostanze che diminuiscono lo stimolo dell’appetito [5].

La capacità delle fibre di assorbire e trattenere l’acqua durante il transito nell’apparato digerente è il fattore chiave che determina i loro effetti. Le fibre possono essere solubili o insolubili. Le fibre solubili hanno l’abilità di creare un gel stabile che occupa il volume dello stomaco dando così un senso di sazietà senza assumere calorie addizionali. Il nostro organismo è incapace di digerire le fibre e la maggior parte della flora microbica dello stomaco non può utilizzare le fibre insolubili come sorgente di energia, per cui queste sono eliminate facilitando il transito intestinale e regolando l’assorbimento di zuccheri e grassi. Le fibre solubili sono invece utilizzabili da alcuni batteri che le usano come substrati. Tali fibre sono definite prebiotiche in quanto capaci di promuovere la crescita di flora microbica benefica presente nell’apparato digerente e di ridurre la popolazione di flora potenzialmente dannosa. Recenti studi dimostrano che tale effetto potrebbe avere un ruolo importante nella riduzione dell’adiposità e del contributo degli adipociti a processi infiammatori associati con l’obesità, il diabete, le malattie cardiovascolari [6, 7]. La mancanza di un sufficiente introito di prebiotici durante i primi anni di vita può avere effetti a lungo termine sulla regolazione glicemica che porterebbe ad una predisposizione a sviluppare diabete, obesità e malattie cardiovascolari da adulti [8].

I Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la Popolazione Italiana del 2012 (LARN) prevedono che un adeguato apporto di fibre nella dieta corrisponda ad almeno 25 g al giorno per gli adulti e circa 8 g al giorno per i bambini e purtroppo spesso questi valori non sono raggiunti nei nostri regimi alimentari.

[1] Lyon M. R., Kacinik V. Is there a place for dietary fiber supplements in weight management? Curr. Obes. Rep. (2012) 1, 59–67.

[2] Timm D., Slavin J. Dietary fiber and the relationship to chronic diseases. Am. J. Lifestyle Med. (2008) 2, 233–40.

[3] Koguchi T., Nakajima H., Koguchi H., et al. Suppressive effect of viscous dietary fiber on elevations of uric acid in serum and urine induced by dietary RNA in rats is associated with strength of viscosity. Int. J. Vitam. Nutr. Res. (2003) 73, 369–76.

[4] Kristensen M., Jensen M. G. Dietary fibres in the regulation of appetite and food intake. Importance of viscosity. Appetite (2011) 56, 65–70.

[5] Chaudhri O., Small C., Bloom S. Gastrointestinal hormones regu-lating appetite. Phil. Trans. Biol. Sci. (2006) 361, 1187–209.

[6] Dewulf E.M., Cani P.D., Neyrink A.M., et al. Inulin-type fructans with prebiotic properties counteract GPR43 overexpression and PPARgamma-related adipogenesis in the white adipose tissue of high-fat diet-fed mice. J. Nutr. Biochem. (2011) 22, 712–722.

[7] Delzenne N.M., Cani P.D. Interaction between obesity and the gut microbiota: relevance in nutrition. Annu. Rev. Nutr. (2011) 31, 15–31.

[8] Maurer A.D., Eller L.K., Hallam M.C., et al. Consumption of diets high in prebiotic fiber or protein during growth influences the response to a high fat and sucrose diet in adulthood in rats. Nutr. Metab. (2010) 7, 77.

PUBBLICITA'